Ayala e la visione Blanc de Blancs

di Chiara Giovoni 13/09/19
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Champagne Ayala

L’annata 2013 di Le Blanc de Blancs si dimostra uno champagne di grande piacevolezza e dalla personalità riconoscibile, in linea con l’affermazione identitaria che la maison sta perseguendo.

Tra le Maison di Champagne in grande evoluzione c’è senza ombra di dubbio Ayala, un progetto che grazie all’ingresso nell’orbita Bollinger, negli ultimi dieci anni non solo è cresciuto a ritmo sostenuto, ma ha vissuto un percorso di ridefinizione della propria identità, supportato in Italia dal grande lavoro fatto da Meregalli. Oggi Ayala rappresenta una delle realtà più interessanti, perché ha saputo riposizionarsi in modo riconoscibile grazie all’impegno per raggiungere ambiziosi obiettivi qualitativi da parte del team enologico, guidato dalla determinata e talentuosa chef de caves Caroline Latrive, unito alla visione dinamica del DG Hadrien Mouflard che ha saputo incanalare la nuova linfa vitale apportata da Bollinger. 

Fondata nel 1860 da Edmond de Ayala, figlio del console generale della Colombia a Parigi e unico spagnolo tra i capostipiti delle grandi Maison, fu da subito molto legata al terroir di Aÿ. Edmond ebbe un ruolo fondamentale nella Champagne, a cominciare dal 1882 quando divenne uno dei membri fondatori del Syndicat des Grandes Marques, ma la Maison Ayala ha vissuto alterne fortune proprio fino all’arrivo di Bollinger nel 2005, che ha individuato nel suo “vicino di casa” un promettente alter ego. Perché Ayala è diventata la perla bianca di Aÿ, legandosi saldamente allo chardonnay per perfezionare la propria gamma proprio con l’arrivo di Caroline Latrive nel 2011, grazie al passaggio a una vinificazione di precisione separando parcelle e villaggi. 

Il top della gamma resta la cuvée de prestige Perle d’Ayala con le uve dai Grand Cru di Oger, Avize e Chouilly e Aÿ, ma il progetto su cui la Maison sta puntando molto è il millesimato Le Blanc de Blancs, espressione nelle annate migliori dello chardonnay della Côte des Blancs. Nato con la vendemmia 2005, della cuvée Blanc de Blancs sono state prodotte solo 8 annate: 2005, 2007, 2008, 2010, 2012 e infine 2013, qui in anteprima. Caroline Latrive cambia la composizione dello champagne Le Blanc de Blancs in funzione dell’equilibrio da lei ricercato per ottenere un’armonia fresca ma allo stesso tempo gourmand, tenendo conto delle singole espressioni dei villaggi in ogni annata. 

E così questo 2013, in cui la vendemmia è avvenuta a inizio ottobre prima dell’arrivo del maltempo autunnale che molto ricordano, si presenta con un assemblaggio sempre fondato sugli chardonnay Grand Cru della Côte des Blancs (14% di tensione da Les Mesnil-sur-Oger, 23% della setosa complessità di Chouilly, 25% della floreale salinità di Cramant) cui rispetto alla 2012 si sono aggiunti il 25% fruttato di Cuis e il 13% della personalità gessosa delle uve di Vertus. Uno champagne di grande piacevolezza e dalla personalità riconoscibile, che si dimostra in linea con la scelta del cambio di nome dell’annata 2012, che ha visto comparire l’articolo “Le” Blanc de Blancs. Un’affermazione identitaria, e decisamente promettente. 

Ayala Le Blanc de Blancs 2013 

92/100 - € 65

Sole uve chardonnay da sei villaggi Grand e Premier Cru della Côte des Blancs (Les Mesnil-sur-Oger, Chouilly, Cramant, Cuis e Vertus), vinificato in inox e maturato 6 anni sui lieviti con dosaggio 6 gr/l. Uno champagne delicato e insieme piacevolmente fresco nella croccantezza di frutto e nella definizione della materia fruttata: agrumi tropicali con yuzu e pompelmo, mandarino e zenzero, fiori di sambuco e tiglio. Bocca tonica e vivace, con una buona sapidità a dare incalzante precisione al sorso, dove dominano le freschezze, indubbiamente agrumate, accompagnate da un tocco di miele e mandorla fresca sul finale puntuale e gioioso, slanciato e insieme soffice. 

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