Grand Vintage 2009 Moët & Chandon, Blanc e Rosé

di Chiara Giovoni 20/04/18
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Il 2009 è il millesimo preferito dallo Chef des Caves, che celebra con quest'annata la compiutezza, con un carisma figlio di una spiccata maturità e il potenziale per un lungo invecchiamento. 

Gli appassionati di champagne, si sa, vivono di grandi entusiasmi per le preziose cuvée de prestige, per i rari vintage meglio se degorgiati tardivamente e per i pochi introvabili lieux dits (mono parcellari). La verità è che, tornando con i piedi per terra, gli champagne millesimati rappresentano solo il 10% della produzione complessiva di tutta la Champagne. Per questo, ogni degustazione che si rispetti, specie per la più Grand Maison de Champagne - Moët & Chandon - inizia sempre dalla cuvée non millesimata, lo champagne in assoluto più importante, perché ambasciatore dello stile della Maison.

A garanzia di questo stile c’è il grande segreto della produzione dello champagne, ovvero i vins de réservevini di annate precedenti stoccati per contribuire con un apporto fino al 50% all’assemblaggio basato sull’ultima vendemmia, garantendo costanza anno dopo anno e soprattutto riconoscibilità allo champagne “non vintage” che rappresenta il biglietto da visita di ogni produttore.  Accade così che i grandi marchi della Champagne decidano di non produrre i millesimati tutti gli anni, proprio per gestire al meglio la produzione della cuvée non millesimata e avere una sufficiente selezione di buone uve destinata ai vins de réserve per confluire nel tempo nello champagne troppo spesso comunemente chiamato “base” - un termine che non rende giustizia all’enorme lavoro che rende possibile la sua realizzazione.

In Moët & Chandon ad esempio non è stato messo sul mercato il millesimato 2007, e non sarà realizzato né il 2010 né il 2011. Questo perché come spesso sottolinea lo Chef des Caves Benoît Gouez – alla guida di Moët da 12 anni – l’obiettivo principale ad ogni vendemmia è quello di salvaguardare le uve destinate a costruire i vins de réserve, e a perpetuare così lo stile inconfondibile della Maison anno dopo anno. Un impegno che, considerati gli straordinari volumi di produzione (oltre 20 milioni di bottiglie per Brut Impérial) dello champagne più bevuto al mondo – la Brand manager italiana di Moët Fanny Bonet-Monserrat ama ricordare che “nel mondo se ne stappa una bottiglia ogni secondo” – questo savoir-faire diventa una responsabilità enorme anche nei confronti del mercato.

Così dal 1842, vendemmia del primo millesimato prodotto da Moët & Chandon, all’ultima annata 2009 appena presentata sul mercato, la Maison ha realizzato il suo champagne millesimato solamente in 73 vintage. Per questo motivo i Grand Vintage di Moët ancora oggi vengono creati solo in annate dalla personalità spiccata, in cui le uve sono in grado di portare nel calice i tratti individuali e l’unicità di una singola vendemmia di grande qualità. Lo Chef des Caves Benoît Gouez sottolinea come il Grand Vintage sia per lui il momento della massima libertà di interpretazione, un guizzo creativo che pur muovendo dallo stile maturo e fruttato di Moët mira ad esprimere al meglio la singolarità del millesimo e ad esaltare la complessità dell’assemblaggio che solo le migliori vigne della Champagne possono dare.

Lo champagne millesimato per una grande Maison rappresenta l’eccezione, e nel caso dell’annata 2009 per Moët & Chandon forse lo è ancora di più. Questo perché secondo Benoît Gouez il Grand Vintage 2009 è figlio di "un anno eccezionale", una vendemmia che lui personalmente preferisce all’ampiamente celebrata 2008, per via della potenza che nel 2009 ha potuto esprimersi in un assemblaggio dominato insolitamente dal pinot noir. La coerenza e la costanza di Brut Impérial passano in secondo piano per Grand Vintage, e così dopo una 2008 in cui si apprezzava la freschezza, la vivacità e la precisione millimetrica del frutto, Benoît Gouez celebra con la 2009 l’annata della compiutezza, con un carisma figlio di una spiccata maturità, un tratto molto Moët in cui lo Chef des Caves vede il potenziale per un lungo invecchiamento e una meravigliosa evoluzione. A noi non resta che aspettare.

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