L’eco della Francia nei vini di Masseria Piccirillo

di Antonella Amodio 03/01/20
1907 |
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Giovanni Masseria Piccirillo

Con l’arrivo in azienda di Giovanni, studi a Bordeaux, si nota un cambio di marcia nelle ultime annate, eliminata la nota rustica a favore di leggerezza ed eleganza.

Si può costatare sempre di più che le nuove generazioni a capo di aziende di famiglia hanno la capacità di rivoluzionare – in senso positivo – quelle che per anni sono state le caratteristiche delle loro cantine. Il background formativo non solo tecnico, abbinato a competenze in tutte le aree funzionali della filiera, diventa così strategico per un salto di qualità. 

È il caso della Masseria Piccirillo Beati Colli, la piccola cantina di tre ettari vitati dedita alla produzione di pallagrello e casavacchia, con sede sulle colline caiatine, a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta. Dopo 33 vendemmie, Carmine Piccirillo affida la gestione dei vigneti e della cantina al figlio Giovanni. Laureatosi in enologia, Giovanni parte per la Francia, approfondendo gli studi presso l’Institut des Sciences de la Vigne et du Vin di Bordeaux. Segue quindi l’esperienza pratica in due maison, tra le quali una storica cantina dedicata alla produzione di champagne, con sede a Epernay. Un’esperienza che porterà Giovanni, una volta rientrato a casa, alla realizzazione di uno spumante metodo classico da uve pallagrello bianco, sperimentando per primo questo metodo (champenois) con uve autoctone della storica Vigna del Ventaglio, scoprendo così l’attitudine di questo biotipo alla spumantizzazione. Le viti, potate a pergola, proteggono i grappoli dal sole, conservando così l’acidità naturale dell’uva, che è la prima ad essere vendemmiata. 

La pratica di Giovanni si estende anche al resto della produzione, dalla quale emerge un cambio di marcia riscontrabile nelle ultime annate, eliminata la nota rustica e lavorando verso la leggerezza e l’eleganza. Vini snelli, dunque, e allo stesso tempo interessanti, ben ancorati al territorio e con una nota di freschezza che emerge in modo chiaro e immediato. 

Attualmente, oltre allo spumante Prima Gioia, anche il vino Pallagrello Bianco è dotato di equilibrio e compiutezza. Per la restante produzione di vini con uve a bacca rossa, come il casa vecchia e il pallagrello nero, bisognerà attendere ancora qualche anno, ma posso anticipare che saranno caratterizzati da un buon dosaggio del legno, da una forte impronta varietale e da un tannino ben gestito.

Prima Gioia Spumante Brut Millesimato 2017

90/100 - € 20,00   

Da uve pallagrello bianco 100%. Metodo classico con 18 mesi di affinamento sui lieviti. Giallo paglierino brillante, perlage fitto e continuo. Profilo olfattivo di mela verde, pesca gialla, limone e mandorla fresca. Bocca ricca, fresca, con buona ampiezza e persistenza.

3.000 bottiglie prodotte.

Pallagrello Bianco Terre del Vulturno Igt 2018 

89/100 - € 12,00  

Da uve pallagrello bianco. Acciaio. Paglierino intenso. Naso ampio e fragrante di agrume, frutta bianca e timo. All’assaggio è segnato dall’acidità e dalla sapidità e lascia spazio a una nota vegetale e ad un richiamo floreale. Vino equilibrato e di bella piacevolezza.

2.500 bottiglie prodotte.

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