Ciao Lucio

Daniele Cernilli e Lucio Tasca d’Almerita si conobbero più di quaranta anni fa. Un’amicizia basata sulla stima e la simpatia reciproche e che è durata decenni. Difficile accettare che non ci si vedrà più.
La prima volta che ho incontrato Lucio Tasca d’Almerita fu durante una visita a Regaleali organizzata in occasione di un congresso dell’Associazione Italiana Sommelier. Parliamo forse del 1980. Lui ci accolse indossando una sahariana molto bella e piena di tasche. Io azzardai e gli chiesi “Lei è sicuramente il Conte Tasca…”. Lui si divertì molto, e da allora tutte le volte che ci siamo incontrati le battute, le reciproche amichevoli prese in giro, le risate di cuore, non sono mai mancate.
Sapendo che era stato olimpionico di Completo, una specialità molto impegnativa a cavallo, gli dissi che in fin dei conti, dati i trascorsi, se le cose per il vino fossero andate male poteva ridarsi all’ippica. Lui mi fece notare, sottolineando la mia ignoranza, che era un cavaliere e non un fantino. Touché.
Ancora, quando lo chiamavo scherzosamente il Conte Tacchia d’Almerita si metteva di profilo e mostrando il suo naso “importante” mi rispondeva che se mai era il Conte Nasca d’Almerita.
Perché vi racconto tutto questo? Perché eravamo amici, c’erano stima e simpatia reciproche e ci faceva piacere incontrarci e scherzare insieme. Il fatto che non potrò più farlo mi addolora ed è difficile farsi bastare solo i ricordi.