I nemici del vino

Può sembrare una ripetizione di quando abbiamo più volte scritto, ma il pericolo esiste ed è reale e quella concessa all’inizio dell’anno sembra solo una tregua dall’attacco che torna massiccio.
Lo abbiamo detto più volte (vedi oltre gli articoli collegati) ma è un dato di fatto: la Commissione Europea per la Lotta contro il Cancro sta per colpire il mondo del vino. Forte della risoluzione adottata lo scorso settembre dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – Regione Europa, che ha come obiettivo il contrasto al consumo dell'alcol e la riduzione del 10% del consumo pro capite entro il 2025. A ben vedere, il documento Oms “European framework for action on alcohol 2022-2025” si discosta da quanto previsto dalla Global alcohol strategy approvata lo scorso maggio dalla stessa Oms e dalla votazione al Cancer plan da parte del Parlamento europeo che avevano rimarcato l’esigenza di focalizzare l’azione sul consumo dannoso di alcol. Ma tanto è. Il concetto rimarcato in questo documento è quello del “no safe level” nel consumo, quindi lotta senza quartiere.
La Commissione Europea per la Lotta contro il Cancro è tornata a farsi sentire e lo farà con una serie di proposte di regolamentazioni tese a limitare drasticamente i consumi di alcol. Andranno da scritte in etichetta paragonabili a quelle che già ci sono sui pacchetti di sigarette, del tipo “Nuoce gravemente alla salute”, ad altri provvedimenti ancora più gravi. Potrebbero essere quelli di vietare forme di pubblicità, di tagliare o fare annullare fondi pubblici per la promozione, Ocm e quelli legati ai Piani di Sviluppo Regionali dei vari Stati, determinando un aumento dei prezzi dei vini tali da scoraggiare il consumo.
Questo perché l’assunzione di alcool, in qualunque modo e in qualunque quantità, è per loro un fatto da evitare il più possibile per la salute delle persone e per i costi che le malattie comportano. Quindi niente differenza fra uso e abuso, l’alcool non va assunto e basta e questo sulla base di “evidenze scientifiche” indiscutibili.
Non basta sommessamente far notare che in Italia, nonostante tutto, la vita media sia aumentata, o che negli ultimi quarant’anno il consumo di vino è passato da oltre 110 litri pro capite a poco più di 40, dimostrando una capacità di autoregolamentazione delle persone che va ben al di là di arcigni pacchetti di regole. Loro sono degli “illuminati” evidentemente e devono spiegarci e tentare di imporci modi di comportamento che ritengono “giusti” per tutti noi, poveri ignari da guidare.
C’è molta preoccupazione in giro, fra i produttori e fra parte dei nostri rappresentanti in sede europea, anche se qualcuno di loro voterà incredibilmente a favore delle nuove regole, perché ovviamente sarà il Parlamento a doverle poi approvare ed eventualmente varare. Staremo a vedere nel prossimo mese.
Un’ultima considerazione. Un’Unione Europea che fa poco e niente per fermare una terribile guerra alle nostre porte, che fa poco e niente per risolvere una pesantissima crisi energetica, che fa poco e niente su temi che ci colpiscono direttamente, potrebbe fare molto e molto male nel settore del vino. Fa pensare…