Turismo open air: dove andare in Campania

di Antonella Amodio 26/08/20
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Enoturismo Campania

Visite, degustazioni, spuntini e spesso anche la possibilità di pranzare o pernottare. L’offerta enoturistica si organizza nel rispetto del distanziamento sociale.

I dati parlano chiaro: gli italiani scelgono di trascorrere le vacanze nel nostro paese, optando per sistemazioni all’aria aperta, o per lo meno autonome. Secondo le ultime statistiche di FAITA FederCamping, siamo in una stagione turistica in crescita per tutto il settore dell’ospitalità all’aria aperta, con un incremento del 70% rispetto all’anno scorso, mentre cresce il mercato di camper e roulotte, con un’impennata del 50% rispetto al 2019. 

Libertà, spazio e sicurezza sono caratteristiche intrinseche alla offerta turistica all’aria aperta, godendo della piena e autentica libertà di movimento a contatto con la natura e l’ambiente. Così, anche il panorama enoturistico nazionale è cambiato, attirando sempre più appassionati e curiosi, che vogliono scoprire i territori iniziando proprio dalle visite alle cantine, a contatto con le vigne. 

Esistono associazioni in Italia, come per esempio quella del Movimento Turismo del Vino che promuove dal 1993 la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione, e sostiene l'incremento dei flussi turistici in tutte le aree d'Italia a forte vocazione vitivinicola. Un turismo rurale, dove – complice il coronavirus – è cambiata la fisionomia della vacanza. In questo senso, le cantine si sono organizzate per accogliere gli ospiti e offrire percorsi di degustazione dove la natura, la storia e le tradizioni sono alla base dell’accoglienza. Alcune di esse offrono anche la possibilità di dormire tra distese di vigneti. 

In Campania la famiglia Sorrentino, alle pendici del Vesuvio, offre appunto l’opportunità di sostare anche la notte, in una delle piccole case coloniche risalenti all’epoca dei Greci e dei Romani, distribuite tra i filari del leggendario Lacryma Christi. Così come a Pompei che dopo la visita agli scavi, suggerisco di puntare verso la cantina Bosco de’ Medici. E, sempre rimanendo nell’area di Napoli, fate un salto all’azienda La Sibilla, tra orto, vigne, scorci di mare e di lago, o da Cantine del Mare, da dove si godono panorami mozzafiato visitando vigneti ultra centenari, conoscendo così la storia dei Campi Flegrei e del misterioso antro della Sibilla, magari sorseggiando Falanghina e Piedirosso. 

A Caserta, dopo la visita alla Reggia, avrete solo l’imbarazzo della scelta: o decidere di andare sulle colline caiatine e sostare tra i vigneti di pallagrello e casavecchia di Alois, Alepa, Terre del Principe, Il Verro o dirigersi in un’area storica del vino, nella denominazione più antica del mondo: il Falerno. Villa Matilde ha all’interno un ristorante ed una enoteca e vi farà sognare attraverso la visita alla storica cantina. E per vedere qualcosa di spettacolare andate nelle campagne di Aversa, dove le famose alberate sono candidate a diventare parte del Patrimonio culturale Immateriale dell’Unesco.

 E in Irpinia? Da Mastroberardino a Terredora, a Tenuta Cavalier Pepe, Di Meo, Cantine Riccio, Antico Castello, Donnachiara, Fiorentino, Caggiano, Tenuta Sarno, Cantine Dell’Angelo, Fratelli Addimanda, Rosa Boccella, Quintodecimo e tante altre ancora, la scelta è ampia. Aziende dove si può sostare per una visita alle cantine o per una degustazione dei vini e in alcune di esse c’è possibilità di pranzo e pernottamento. 

Nel Sannio, invece, si percorrono chilometri e chilometri di strade affiancate da vigne, tra colline e montagne: un invito alla sosta è a Guardia Sanframondi, che gode di storia e tradizioni, dove la piccola cantina “sartoriale” di Giovanni Iannucci vi farà riconciliare con la natura. Oppure si scende la collina lungo la strada che porta a Terre Stregate, con uno spazio organizzato per la sosta gastronomica, che consente di fare una full immersion nei vini sanniti. In Costiera Sorrentina e Amalfitana la scelta è tanta: da Reale, che oltre a farvi degustare ottimi vini, vi delizierà con la cucina dell’orto. Poi la storica Marisa Cuomo, con visita alla cantina scavata nella roccia, per proseguire verso Paestum con pausa enogastronomica da San Salvatore, visitando nell’occasione il Tempio di Nettuno e spingersi in seguito fino alla cantina di Francesca Fiasco, per conoscere le varietà ancora sconosciute di uve biotipo locale, delle quali la cantina va fiera. 

Per chi volesse e potesse, immancabile la visita delle isole del Golfo di Napoli, organizzando una tappa presso i vigneti a strapiombo nel mare o quelli sul monte Solaro per conoscere la viticoltura eroica che affascina e rapisce.

Insomma, non vi resta che mettervi in marcia, in bici, moto, auto o camper e venire in Campania, perché ad accogliervi ci sarà il sole, il mare, la montagna, la collina, le isole, l’ottima gastronomia e… il vino! 





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